Presentazione Trentennale a RadioPopolare

Il Trentennale nel programma Adelante di Radio Popolare, 03 aprile 2015.

Breve resoconto… di quel poco che ho capito

1991-02-pantigliateBreve resoconto… di quel poco che ho capito partecipando alla Grande Assemblea Plenaria di ieri sera.

Per cominciare abbiamo passato un’oretta e forse più a riepilogare ed esaminare il programma della sbandata, a partire dal giorno 30 giovedì, con l’accoglienza da parte dei referenti di ogni banda ospite, perchè ognuna ne avrà  almeno due, che faranno un po’ quel che gli pare, presumibilmente porteranno i bagagli all’alloggio, per poi confluire tutti quanti da qualche parte che ha a che vedere con Bakunin, forse a Pontelungo, o più probabilmente alla FAM alle 20,30, cena, varie e tutti a casa, o in fabbrica, a dormire.
Il Primo di maggio vedrà  il corteo cittadino noto con il nome di May Day Parade aperto dalla più grande e meravigliosa parata di bande che mai ebbe calcato le strade di questa parte di universo, suonando e accogliendo le moltitudini esitanti e portandole a schierarsi senza indugio dalla parte dei buoni, che siamo noi, contro i cattivi, che sono i potenti della terra e a condividere i nostri intenti socialdemocratici, con buona pace del papà  di Romeo. Scherzavo, i nostri intenti rivoluzionari, o almeno resistenti. Continue reading →

Zedda, il sindaco del Torchiera

1997 lorenzini 26 copiaIn quel periodo la stanza di Luigi era l’unica a essere quotidianamente piena di visite. Tanti del Torchiera lo andavano a trovare poi noi degli Ottoni, il sig. Alfredo; mancavano solo gli zingari e il pirata con vascello. Insomma c’era un via vai pazzesco che per un personaggio come Zedda non so che idea si fossero fatte le infermiere. E lui fino al giorno della sua morte ha ricevuto un sacco di attenzioni.
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Perché esistono dei draghi gentili

sbandatina 2013Perché c’era una evidenza
Perché ci siamo riconosciuti
Perché sogniamo di vite più dolci
Di vite più belle
Perché questa idea di convergenza di lotte
Non è proprio una cazzata
Ma bisognerà  stringersi forte, cazzo
Perché a Bologna, Milano, Parigi.
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La FONC

2015 con anpi a parco giuriati

La Fanfara Obbligatoria Non Convenzionale, nasce dalle suggestioni di un progetto di lavoro iniziato quasi un decennio fa ad Auberive, in Francia, dove musicisti provenienti da diversi percorsi e formazioni, si incontrano ogni anno per uno stage di sperimentazione collettiva.
Entusiasmati da questo metodo di lavoro, alcuni dei musicisti coinvolti nel progetto francese, hanno deciso di provare a riproporre il modello di questa “Fanfare non conventionelle” lungo il Naviglio Grande: così nell’autunno 2011 é nata la FONC.
Inizialmente per mettere insieme la fanfara si ricorse al coinvolgimento coatto di parenti ed amici, spesso provenienti da altri strumenti musicali o addirittura alla prima esperienza.
Il risultato poteva essere stonato, ma ci divertivamo e questo bastava a lanciarci in spericolate esibizioni!

Come non ricordare l’agguato a Buccinasco con Bella Ciao, che prese alla sprovvista la banda e i rappresentanti del comune che avevano vietato che venisse suonata!
Ora, dopo qualche anno e qualche defezione, siamo rimasti in pochi, c’é chi va e chi torna, chi si scontra con noi e resta, chi scappa a gambe levate spaventato forse dalla nostra incoscienza musicale! Ma noi resistiamo, certi che la musica prenderà  il sopravvento e ci condurrà  là  dove ci aspettano le altre fanfare!
Per comporre il nostro repertorio siamo partiti da pezzi classici legati all’impegno politico e sociale, pezzi originali di alcuni musicisti foncosi e brani dell’esperienza francese: poi si è iniziato ad ampliare il repertorio con brani di diversi generi e culture, spesso composti appositamente, per portare avanti il progetto di sperimentazione da cui è nata la fanfara.

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Un amico degli Ottoni

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Con questa foto oggi salutiamo la chiusura degli âospedali psichiatrici giudiziari e ricordiamo Roma (Raffaele Bonaccorsi, alla sua destra Andrea Perrone), animatore di telefono viola e amico degli Ottoni.

Per questa chiusura ricordiamo ancora la contestazione che facemmo il 9 novembre del 1996 con la Banda Roncati di Bologna davanti all’OPG di Reggio Emilia.

Un concertino piuttosto divertente

Bastano dieci gradi in più e la vita prende tutt’altra piega, vero?

Cacchio, ieri sera sono venuto in bici chiacchierando con Maria, birretta, due o tre pezzi partigiani suonati male e in pochi (si raccomanda, soprattutto ai nuovi, di fare un controllo degli spartiti e delle tonalità  in vostro possesso, onde evitare spiacevoli inconvenienti tipo quello di ieri con Dalle belle città ), poi il tormentone della primavera in tanti a vari volumi, e infine, il nostro spiccato senso di ospitalità  e di rispetto ha prevalso, abbiamo smesso di suonare e seduti fuori, nel tepore serotino di questa tardiva bella stagione, abbiamo ascoltato in allegra compagnia un concertino piuttosto divertente.

Il ritorno, sempre in bici, sempre con Maria, cantando e chiacchierando nella notte tiepida, con poche macchine, che sembrava quasi di essere d’estate. A parte le palpebre pesanti di questa mattina direi che meglio di così non si potesse sperare.

Ci vediamo domenica, buona giornata a tutti.

FAQ (o fuck) Expo, leggibile come si vuole..

Perché celebrate il vostro trentennale proprio in coincidenza con “l’evento più importante per Milano degli ultimi cent’anni”?

Aaaah, è per quello che la città  è stata sventrata e devastata? Ma qual’è?
Ma siete davvero sulla luna… l’Expo: Nutrire il pianeta…

Già  gia già … Milano riunirà  tutti quelli interessati al benessere dell’umanità  e del pianeta tutto… l’abbiamo letto da qualche parte e ci siamo domandati cosa ci facevano tutte quelle file di affamati davanti alle mense dei poveri se siamo così bravi. E anche cosa ci fa in strada, o in quelle file, una moltitudine di artisti, visto che l’Expo ha promesso di essere “la più grande vetrina della cultura italiana.”

Ve ne siete accorti ora? No, da quando siamo nati, chiamati o meno, ci uniamo a ogni movimento che dal basso cerca di fare cose belle e sonore di tutti e per tutti, quindi anche alla campagna “No Expo”. E quindi? Che c’entra insomma la Banda degli ottoni a scoppio con l’Expo 2015? Nulla, appunto
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TRENTA e i suoi spazi fratelli

3 giorni, 30 anni, 300 musicisti: e dove li mettiamo?
La domanda ci rincorre, le risposte sfuggono, i dettagli mancano, ma una certezza avanza: se gli Ottoni chiamano, la Città  risponde!
Le bande sorelle saranno accolte nei quartieri di Milano, dentro gli spazi autonomi e solidali che tutti conosciamo. Ateneo Libertario e Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, Casaloca, Drago, Rimaflow, Rimake, Spazio del Mutuo Soccorso: questi ed altri spazi di libertà  accoglieranno i banditi durante i tre giorni di festa, e a loro ed alle comunità  che li circondano arriverà  in cambio la voce militante di trombe, trombette e tromboni (e sax, bassituba, clarinetti e affini, per non dir delle svariate percussioni).
Ogni settimana vi presenteremo uno di questi ospiti, e presto anche i dettagli delle iniziative che animeranno i nostri quartieri!

1987 – il gasento

Non è stato mai importante quello che uno sapeva suonare, se era bravo o scarso, se sapeva leggere o meno la musica, era importante il sentimento che ci metteva o per essere più precisi il gasento.

Avere anima. Solo due cose erano fondamentali per entrare nella Banda: saper suonare l’Internazionale e Rosamunda.

Questo spiega, più che le parole, l’anima della Banda o meglio le due anime: quella politica e quella nazionalpopolare (nel senso più genuino del termine).

Riuscire a coniugare questi due aspetti è stata la forza di questa formazione. Il partecipare a momenti di lotta o rivendicazione senza dimenticarsi delle proprie origini, senza espropriarsi della componente godereccia.

Essere comunisti/anarchici non escludeva il momento di gioia del fare. Fare ciò che noi sapevamo fare, cioè suonare (a volte neanche quello!!!!).
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