IFA Web Radio


L’IFA Web Radio è nata il 4 maggio 2020 alle 02.40.
E’ il primo frutto del progetto che, al momento in cui si scrive, in un singolare Esperanto, è chiamato Internazionale Fanfares Activiste – IFA.
L’IFA Web Radio ha cominciato a trasmettere le registrazioni live de Les Fanfares s’en màlent (Paris, 2016): 134 brani per più di 9 ore di musica live!

E’ possibile ascoltarla anche a questo indirizzo:
https://radio.ottoniascoppio.org/public/ifawr

Puoi inserire l’ iframe dell’IFA Web Radio in una pagina html usando il seguente codice:

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Il nostro 25 aprile 2020: viva la libertà !

È iniziata così, poi si è aggregato Riccardo (carrettieri) ed è diventata festa di strada, si è suonato fino alle 6, s’è bevuto vino e birra, è arrivata Barbara clarinetto, le strade e i palazzi prospicienti in festa! Un bel 25 aprile, W la Resistenza!!

Anto e Pierre

In stadera abbiamo suonato in quattro bella ciao ed è arrivato l’elicottero della polizia a girare sopra di noi che però eravamo riparati sotto un portone e non ci vedevano. La gente alla finestra che diceva: “state sotto!”.
Lucia al quarto piano quando ha visto l’elicottero che volava sopra di noi ha preso il manico della scopa e ha fatto una bandiera rossa che ha sventolato sul terrazzo. Insomma un 25 aprile movimentato.
Comunque sentendo cosa succede in giro stanno esagerando.

Mauro
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La liberazione a Milano inizia da Niguarda

Per noi la Festa della Liberazione inizia sempre il 24 aprile da Niguarda, perché Niguarda fu liberata un giorno prima, 75 anni fa.
Dopo che Gina Galeotti Bianchi detta Lia venne barbaramente uccisa dai nazisti fuga, scattò l’insurrezione nelle strade del quartiere.

E in un momento di confino forzato, abbiamo deciso, a modo nostro, di riunirci e festeggiare suonando e cantando la libertà  e la lotta per ottenerla e mantenerla.

Con Lia e i martiri di Niguarda nel cuore, 
ora e sempre resistenza!

Ci rivedremo il prossimo anno a Piadena

Oggi, come a ogni cambio ora, saremmo andati a Piadena.
Potremmo farci una gita virtuale, anzi no (che virtuale ci fa ca-ga-re), una gita letteraria musicale spirituale tratta dal libro “Ma in fondo delle note chissenefrega”, vita, romanzo e miracoli della Banda degli Ottoni a scoppio”.

http://www.legadicultura.it/

Piazzale Corvetto, Piazzale Lotto
che anche gli antibioticopunk si danno appuntamenti

Dalle belle città  date al nemico / fuggimmo un dì su per l’aride montagne / cercando libertà  tra rupe e rupe / contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case scuole e officine / mutammo in caserme le vecchie cascine / armammo le mani di bombe e mitraglia / temprammo i muscoli e i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna / viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna / sarà  la legge dell’avvenir.

Dalle belle città  (Siamo i ribelli della montagna), 1944, Emilio Casalini e Angelo Rossi

Alla banda piace darsi appuntamenti per partire. L’appuntamento, a livello teorico, sarebbe una bella cosa: ci si organizza, si risparmiano macchine, si va. Nella pratica, un incubo. A seconda dei punti cardinali delle uscite c’è un ritrovo preferito, consuetudinario, indiscutibile, sala d’attesa apposita. In direzione sud, l’appuntamento è in Corvetto; verso nord in P.le Lotto; est metrò Zara; ovest Famagosta. Ora, chi conosce Milano non ha bisogno di spiegazioni, questi posti fanno schifo. Il peggiore Corvetto: l’appuntamento è nel posteggio del benzinaio, sotto la sopraelevata, sempre un freddo porco, solo un bar del cazzo, lontano e con le brioches che fanno schifo. Dopo anni si impara che le brioches si possono comprare alla pasticceria dietro che però non ha caffè, quindi se la porti al bar sei apposto ma ti guardano storto. Famagosta e Zara, anonimi e tristissimi. Giusto Piazzale lotto si salva, ha un comodo posteggio e un piacevole baracchino al lido dove puoi aspettare seduto senza impazzire dal nervoso; c’è più sole e fa meno freddo che in Corvetto.

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Ma in fondo, delle note, chissenefrega

Dal 1985 la Banda degli Ottoni a Scoppio continua ininterrottamente a presidiare ogni piazza sul suolo di Milano. Accanto ad antifascisti e lavoratori, da trentacinque anni imbraccia gli strumenti per dare voce agli ultimi e agli indifesi.
Ma perché una banda? Perché pratica democrazia, anarchia, comunità , umanità  nuova.
Trentacinque anni, trentacinque capitoli, più un preludio e una coda aperta al futuro. Un capitolo, un aspetto della banda; ogni sezione, poche pagine: filosofia d’accatto, storia romanzata, memorie.
Parole, foto, articoli, liriche, disegnini, figurine, link a video, partiture, testi di canzoni, musiche d’accompagnamento degli attimi raccontati.

“Ma in fondo, delle note, chissenefrega”, raccontati dai bandi(s)ti stessi, orchestrati da Guido bomba Tassinari, fotografati da Danilo kiver Borrelli e illustrati da Gabriele ilfisa Orlando, è l’esilarante e accorato memoir di una banda che non ha mai smesso di resistere.

Linee Meltemi Editore
http://www.meltemieditore.it/…/fondo-delle-note-chissenefr…/

Indignati a palazzo – Annullato

Causa restrizioni relative al corona virus

Presidio – 5 marzo 2020, ore 9.30, davanti al palazzo di giustizia

Insieme al presidio parla la difesa AULA 6 terzo piano.

Prosegue a spron battuto il processo contro il dissenso sociale. Dopo l’ ultima udienza, monopolizzata dall’accusa, finalmente la parola è alla difesa con i suoi testimoni.

E’ importante la presenza di tutti coloro che come noi credono nella libertà  e in quella  di esprimere  il dissenso senza intimidazioni e senza paura di essere incriminati per aver smorzato le tensioni in piazza.

I fatti di cui si discute riguardano una manifestazione per la quale sono stati dispiegati ben 900 poliziotti. Fatti per i quali l’accusa cerca a tutti i costi un reato che non c.è. In Piazza Scala quel 7 dicembre 2014 non è successo NIENTE. Nessun danno a cose o persone.

Non ci arrenderemo a processi atti a criminalizzare tutti quelli che hanno un’ opinione diversa da quella che ci ordinano di avere e continueremo a credere nella giustizia sociale.

Voi che vi sentite indignati uscite dalle vostre case, scendete in strada e venite in aula a solidarizzare.

Voi che invece criminalizzate  il dissenso, uscite dai vostri palazzi e venite in strada per conoscere le storie di povertà  dietro ai volti di persone che hanno perso il lavoro e la casa e hanno come unico strumento la  manifestazione del dissenso che volete reprimere.

Noi siamo stati e saremo sempre al loro fianco, fieri di amplificare con la musica la loro voce, che è  anche la nostra, e continueremo a credere che la musica possa essere uno strumento di lotta pacifica.

Giù le mani dalla banda.

di/da @Zita Dazzi ❤️

“Aprono le custodie, tirano fuori i fiati, cominciano a suonare e subito attorno a loro tutti ballano e battono le mani.
Coprono gli slogan, se ne infischiano delle tensioni, restano in coda, alieni dalle contrapposizioni.
Poi se ne tornano nella loro sede di sempre, la scalcinata e poetica Cascina Torchiera, davanti al cimitero di Musocco, da anni senz’acqua e sotto perenne minaccia di sgombero”

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Il processo

Udienza di giovedì 6 Febbraio: deposizione dei testimoni dell’accusa ed esame dei video prodotti dalla polizia.

Moviole a ripetizione di scene, fotogramma per fotogramma, di quel 7 dicembre 2014. Alla ricerca ostinata di dettagli per mettere alla gogna quei brutti ceffi di anarchici/antagonisti colpevoli di violenza mentre avevano le mani occupate con i loro strumenti musicali.

Questa stancante ricerca del dettaglio ha esaurito tutto il tempo a disposizione, per cui i testimoni della difesa non sono stati ascoltati nonostante fossero stati convocati dal Giudice. Si dovranno ripresentare alla prossima udienza il 5 marzo ore 10.00.

Quel 7 dicembre ci sono state delle proteste. Non è successo niente e nessuno si è fatto male e questo grazie alla Banda degli Ottoni a Scoppio.

Forse dà  fastidio?

Ma quanto costa tutto ciò?

E’ ormai chiaro questo è un processo su accuse pretestuose.

Ci vediamo in strada.

Trittico a palazzo

Ricomincia il processo ai due banditi e ad altri tre compagni di altre realtà , accusati di aver interposto la loro presenza tra manifestanti e forze dell’ ordine durante la sera del 7 dicembre 2014, una calda sera per la prima della Scala nella Milano che si avvicinava all’Expo. 
Se anche tu sai da che parte stare vieni a sostenere la banda:

  • 16 gennaio 2020, dalle ore 9.30, terzo piano del palazzo di Giustizia, aula 6
  • 6 febbraio 2020 – 9.30 aula 6 bis 3 piano
  • 5 marzo 2020

Stay tuned and save the dates (seguiranno maggiori dettagli).
Giù le mani dalla banda. Contro la repressione del dissenso. 

Aggiornamento 16/01 – 14:30: udienza rimandata al prossimo 6 febbraio.

Ci devono delle spiegazioni

Caro Presidente della Repubblica,
nel pomeriggio del 30 dicembre 2019 la Professoressa Nicoletta Dosio, di 73 anni, è stata arrestata, con tanto di carabinieri senza pennacchio in testa a rappresentare l’ordine costituito.

Cosa ha fatto di grave la Signora Nicoletta Dosio di 73 anni per essere arrestata la vigilia di capodanno?
Era latitante? No, era a casa sua.
Era pericolosa? No.
Era armata? No.

Era colpevole di essersi opposta pacificamente ad un’opera definita grande che vede l’intera Valle di Susa opporsi.
Perché questa infinita cattiveria?
Quando poi tale fermezza non si presta verso latitanti, spacciatori e trafficanti di eroina, verso chi sottrae 49 milioni di euro di soldi pubblici, verso chi infrange ogni legge di dignità  umana e condanna alla morte in mare uomini, donne e bambini che attraversano un mare anche tempestoso e su improbabili rottami chiamati barche per fuggire a violenze, guerre e fame.

Perché, oggi, questo oltraggio ad una donna di 73 anni, pacifica ma determinata, da parte di uno Stato incapace persino di garantire i diritti costituzionali? 
Perché, Presidente della Repubblica? 

Ce lo spieghi nel suo messaggio a reti unificate di fine anno.

Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.

fonte immagine: contropiano.org