SBAM!

Non solo festa, non solo musica ma SBAM!

Il pretesto: i 15 anni della FONC e i 40 + 1 degli 💥Ottoni a Scoppio💥.

La realtà: dal 12 al 14 Giugno, in diversi quartieri di Milano, ci faremo sentire per rispondere con la Musica, la Gioia e la Rivoluzione, laddove ci vogliono zitti e omologati al sistema.

Tre giorni di eventi aperti a tutti per riprenderci lo spazio pubblico, riconquistare gli spazi sociali e traformare le strade in luoghi vissuti.

Nove bande, duecento musicisti da tutta Europa, da Lipsia a Napoli, travolgeranno Milano in un’ondata di lotta musicale per il diritto alla casa e agli spazi sociali.

SBAM un Festival di fanfare militanti organizzato dalla FONC e dagli Ottoni a Scoppio, interamente autofinanziato e per questo abbiamo bisogno di te!

Invitiamo tutte le persone che stanno dalla nostra parte, chi ci ha ascoltati almeno una volta, chi ci ha seguiti in corteo, chi ci ha invitati a partecipare alle proprie iniziative, chi ancora non ci conosce ma forse già ci ama, a festeggiare con noi e a farci/si un regalo.

Sostieni con una donazione libera su Gofundme al link https://gofund.me/dba3ccd0e. Da 20 Euro in su avrai anche in regalo la bellissima maglietta.

Ci vediamo per le strade di MIlano!

Stop the war

Fra uccidere e morire c’è una tera via: vivere (Christa Wolf)

23 novembre 2023 prende vita un flash mob in Galleria Vittorio Emanuele contro il massacro di Gaza.

Il numero delle vittime aumenta di giorno in giorno; dietro questi numeri ci sono famiglie, esseri umani e storie vere.

Rendiamo omaggio a questi ESSERI UMANI.

Note a processo – ultimo atto

Se conoscete Spinach e J.C. , se conoscete la Banda degli Ottoni a Scoppio, è il momento di venire a solidarizzare con loro.

PRESIDIO

martedì 15 dicembre ore 10.30 davanti al tribunale di Milano – Corso di P.ta Vittoria. (angolo via Freguglia) per la conclusione di un lungo processo.

La musica non si arresta!

Nouvelles connatations

Tracimano i sogni, nella
nuova onda, aizzando
le proteste turbolento nello
sguardo inflesso dei nostri
corpi.

Non prosciugate i tumulti
nell’alto la’.

Osiamo l’altezzosità della
nostra dignità di donne e di uomini,
di pelle.

Oltraggiamo le regole aguzzine.

Soverchiamo la nausea dello
sfruttamento, della recondita
lontananza ai margini sociali .

Infognare la miseria sistemica
dell’ordine sorvegliante e
connotare il perdurante
sfruttamento dei deboli.

Raduniamoci nelle piazze, gridiamo
la nostra indignazione.

Sgretoliamo lo status degli intoccabili.
Autore : (A. Ricci)

La battaglia dei francesi riguarda tutti noi, è una battaglia per la libertà di tutti.

Il nostro 25 aprile 2020: viva la libertà !

È iniziata così, poi si è aggregato Riccardo (carrettieri) ed è diventata festa di strada, si è suonato fino alle 6, s’è bevuto vino e birra, è arrivata Barbara clarinetto, le strade e i palazzi prospicienti in festa! Un bel 25 aprile, W la Resistenza!!

Anto e Pierre

In stadera abbiamo suonato in quattro bella ciao ed è arrivato l’elicottero della polizia a girare sopra di noi che però eravamo riparati sotto un portone e non ci vedevano. La gente alla finestra che diceva: “state sotto!”.
Lucia al quarto piano quando ha visto l’elicottero che volava sopra di noi ha preso il manico della scopa e ha fatto una bandiera rossa che ha sventolato sul terrazzo. Insomma un 25 aprile movimentato.
Comunque sentendo cosa succede in giro stanno esagerando.

Mauro
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Ci rivedremo il prossimo anno a Piadena

Oggi, come a ogni cambio ora, saremmo andati a Piadena.
Potremmo farci una gita virtuale, anzi no (che virtuale ci fa ca-ga-re), una gita letteraria musicale spirituale tratta dal libro “Ma in fondo delle note chissenefrega”, vita, romanzo e miracoli della Banda degli Ottoni a scoppio”.

http://www.legadicultura.it/

Piazzale Corvetto, Piazzale Lotto
che anche gli antibioticopunk si danno appuntamenti

Dalle belle città  date al nemico / fuggimmo un dì su per l’aride montagne / cercando libertà  tra rupe e rupe / contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case scuole e officine / mutammo in caserme le vecchie cascine / armammo le mani di bombe e mitraglia / temprammo i muscoli e i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna / viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna / sarà  la legge dell’avvenir.

Dalle belle città  (Siamo i ribelli della montagna), 1944, Emilio Casalini e Angelo Rossi

Alla banda piace darsi appuntamenti per partire. L’appuntamento, a livello teorico, sarebbe una bella cosa: ci si organizza, si risparmiano macchine, si va. Nella pratica, un incubo. A seconda dei punti cardinali delle uscite c’è un ritrovo preferito, consuetudinario, indiscutibile, sala d’attesa apposita. In direzione sud, l’appuntamento è in Corvetto; verso nord in P.le Lotto; est metrò Zara; ovest Famagosta. Ora, chi conosce Milano non ha bisogno di spiegazioni, questi posti fanno schifo. Il peggiore Corvetto: l’appuntamento è nel posteggio del benzinaio, sotto la sopraelevata, sempre un freddo porco, solo un bar del cazzo, lontano e con le brioches che fanno schifo. Dopo anni si impara che le brioches si possono comprare alla pasticceria dietro che però non ha caffè, quindi se la porti al bar sei apposto ma ti guardano storto. Famagosta e Zara, anonimi e tristissimi. Giusto Piazzale lotto si salva, ha un comodo posteggio e un piacevole baracchino al lido dove puoi aspettare seduto senza impazzire dal nervoso; c’è più sole e fa meno freddo che in Corvetto.

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Indignati a palazzo – Annullato

Causa restrizioni relative al corona virus

Presidio – 5 marzo 2020, ore 9.30, davanti al palazzo di giustizia

Insieme al presidio parla la difesa AULA 6 terzo piano.

Prosegue a spron battuto il processo contro il dissenso sociale. Dopo l’ ultima udienza, monopolizzata dall’accusa, finalmente la parola è alla difesa con i suoi testimoni.

E’ importante la presenza di tutti coloro che come noi credono nella libertà  e in quella  di esprimere  il dissenso senza intimidazioni e senza paura di essere incriminati per aver smorzato le tensioni in piazza.

I fatti di cui si discute riguardano una manifestazione per la quale sono stati dispiegati ben 900 poliziotti. Fatti per i quali l’accusa cerca a tutti i costi un reato che non c.è. In Piazza Scala quel 7 dicembre 2014 non è successo NIENTE. Nessun danno a cose o persone.

Non ci arrenderemo a processi atti a criminalizzare tutti quelli che hanno un’ opinione diversa da quella che ci ordinano di avere e continueremo a credere nella giustizia sociale.

Voi che vi sentite indignati uscite dalle vostre case, scendete in strada e venite in aula a solidarizzare.

Voi che invece criminalizzate  il dissenso, uscite dai vostri palazzi e venite in strada per conoscere le storie di povertà  dietro ai volti di persone che hanno perso il lavoro e la casa e hanno come unico strumento la  manifestazione del dissenso che volete reprimere.

Noi siamo stati e saremo sempre al loro fianco, fieri di amplificare con la musica la loro voce, che è  anche la nostra, e continueremo a credere che la musica possa essere uno strumento di lotta pacifica.

Giù le mani dalla banda.

Il processo

Udienza di giovedì 6 Febbraio: deposizione dei testimoni dell’accusa ed esame dei video prodotti dalla polizia.

Moviole a ripetizione di scene, fotogramma per fotogramma, di quel 7 dicembre 2014. Alla ricerca ostinata di dettagli per mettere alla gogna quei brutti ceffi di anarchici/antagonisti colpevoli di violenza mentre avevano le mani occupate con i loro strumenti musicali.

Questa stancante ricerca del dettaglio ha esaurito tutto il tempo a disposizione, per cui i testimoni della difesa non sono stati ascoltati nonostante fossero stati convocati dal Giudice. Si dovranno ripresentare alla prossima udienza il 5 marzo ore 10.00.

Quel 7 dicembre ci sono state delle proteste. Non è successo niente e nessuno si è fatto male e questo grazie alla Banda degli Ottoni a Scoppio.

Forse dà  fastidio?

Ma quanto costa tutto ciò?

E’ ormai chiaro questo è un processo su accuse pretestuose.

Ci vediamo in strada.

Trittico a palazzo

Ricomincia il processo ai due banditi e ad altri tre compagni di altre realtà , accusati di aver interposto la loro presenza tra manifestanti e forze dell’ ordine durante la sera del 7 dicembre 2014, una calda sera per la prima della Scala nella Milano che si avvicinava all’Expo. 
Se anche tu sai da che parte stare vieni a sostenere la banda:

  • 16 gennaio 2020, dalle ore 9.30, terzo piano del palazzo di Giustizia, aula 6
  • 6 febbraio 2020 – 9.30 aula 6 bis 3 piano
  • 5 marzo 2020

Stay tuned and save the dates (seguiranno maggiori dettagli).
Giù le mani dalla banda. Contro la repressione del dissenso. 

Aggiornamento 16/01 – 14:30: udienza rimandata al prossimo 6 febbraio.

Ci devono delle spiegazioni

Caro Presidente della Repubblica,
nel pomeriggio del 30 dicembre 2019 la Professoressa Nicoletta Dosio, di 73 anni, è stata arrestata, con tanto di carabinieri senza pennacchio in testa a rappresentare l’ordine costituito.

Cosa ha fatto di grave la Signora Nicoletta Dosio di 73 anni per essere arrestata la vigilia di capodanno?
Era latitante? No, era a casa sua.
Era pericolosa? No.
Era armata? No.

Era colpevole di essersi opposta pacificamente ad un’opera definita grande che vede l’intera Valle di Susa opporsi.
Perché questa infinita cattiveria?
Quando poi tale fermezza non si presta verso latitanti, spacciatori e trafficanti di eroina, verso chi sottrae 49 milioni di euro di soldi pubblici, verso chi infrange ogni legge di dignità  umana e condanna alla morte in mare uomini, donne e bambini che attraversano un mare anche tempestoso e su improbabili rottami chiamati barche per fuggire a violenze, guerre e fame.

Perché, oggi, questo oltraggio ad una donna di 73 anni, pacifica ma determinata, da parte di uno Stato incapace persino di garantire i diritti costituzionali? 
Perché, Presidente della Repubblica? 

Ce lo spieghi nel suo messaggio a reti unificate di fine anno.

Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.

fonte immagine: contropiano.org