A Christian

Singhiozzano le stelle, e
la luna ammanta di colori
il suo sguardo.

Nel cielo, refoli di
luce vagano nel silenzio
della notte, nei misteriosi
viatici della vita.

Ascoltiamo i suoni che
escono dalle sue labbra,
ascoltiamo il suo sorriso, la sua voce che calca i sentieri del cuore.

Abbracciamo la bellezza del suo animo e accogliamo nei nostri
cuori la sua grandezza umana.

Una storia da raccontare

“Un fatto di cronaca avvenuto a Milano nel 2014 in Piazza della Scala sfocia in un processo che condanna due musicisti a cinque mesi. Una condanna inaccettabile, in un processo politico..”
La meravigliosa sintesi e interpretazione musicale delle sorelle e dei fratelli de La Fanfare Invisible !

Da qui si ricomincia lottando

Ieri, una corte di tribunale ha deciso che due musicisti andavano condannati a 5 mesi di reclusione.
Effettivamente non stavano studiando a casa, non suonavano applauditi in una sala da concerto.
Suonavano per strada, in una piazza, durante una serie di manifestazioni di protesta e di denuncia il 7 dicembre 2014.
Non solo, avevano un ruolo attivo, cercando di smorzare tensioni, evitare violenze, garantire il diritto a manifestare.

Questo diritto è la condizione minima, necessaria ma non sufficiente, per un sistema sociale che vuol farsi chiamare democratico.
La critica e il dissenso sono indispensabili allo sviluppo civile della società.

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Note a processo – ultimo atto

Se conoscete Spinach e J.C. , se conoscete la Banda degli Ottoni a Scoppio, è il momento di venire a solidarizzare con loro.

PRESIDIO

martedì 15 dicembre ore 10.30 davanti al tribunale di Milano – Corso di P.ta Vittoria. (angolo via Freguglia) per la conclusione di un lungo processo.

La musica non si arresta!

Nouvelles connatations

Tracimano i sogni, nella
nuova onda, aizzando
le proteste turbolento nello
sguardo inflesso dei nostri
corpi.

Non prosciugate i tumulti
nell’alto la’.

Osiamo l’altezzosità della
nostra dignità di donne e di uomini,
di pelle.

Oltraggiamo le regole aguzzine.

Soverchiamo la nausea dello
sfruttamento, della recondita
lontananza ai margini sociali .

Infognare la miseria sistemica
dell’ordine sorvegliante e
connotare il perdurante
sfruttamento dei deboli.

Raduniamoci nelle piazze, gridiamo
la nostra indignazione.

Sgretoliamo lo status degli intoccabili.
Autore : (A. Ricci)

La battaglia dei francesi riguarda tutti noi, è una battaglia per la libertà di tutti.

Stop loi sècuritè globale

Le riprese fotografiche e video dei fatti hanno spesso salvato persone da violenze illegali delle forze di polizia e a volte hanno permesso di non lasciare impunite violenze inaudite.
Ricordiamo tutti Genova nel 2001 o i più recenti episodi di violenza su afroamericani da parte della polizia statunitense.

La battaglia dei francesi riguarda tutti noi, è una battaglia per la libertà di tutti.

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A te Ibrahim Gockceck

La tua morte
respira nei nostri occhi
la tua morte si aggroviglia
nella nostra anima, la tua morte
accresce la coscienza degli
oppressi, avvampa i
cuori, diventa rabbia nella
rivolta delle braccia che
accolgono il tuo viso, martire
della libertà .

La nostra libertà  si scaglia
forte contro gli oppressori.
Noi non dimentichiamo,
non dimenticheremo: il tuo
sacrificio sarà  nelle piazze, nei
tumulti, nella musica delle bande
internazionali, nella traversata di
questa terra.

Faremo sentire la nostra presenza
agli aguzzini, noi non ti lasceremo solo.
la Resistenza è nel nostro sangue
che si congiunge con il tuo, Ibrahim

Hakliyiz kazanacağiz

Abbiamo ragione, vinceremo!

Il regime turco ha appena aperto un tavolo di dialogo con i membri del gruppo musicale Grup Yorum in sciopero della fame per il diritto a esprimersi liberamente.
Questa parziale vittoria ha temporaneamente salvato la vita a Ibrahim Gökcek in fin di vita dopo 323 giorni di digiuno.
Vittoria costata già  la vita ai membri Helin Bolek (cantante) e Mustafa Kocak (chitarrista) morti nelle scorse settimane.
“Il motivo” di tale repressione è la loro musica, tagliente, politica e senza compromessi, che difende giustizia e libertà  di espressione.

Come Ottoni a Scoppio condividiamo con il Grup Yorum l’anno di fondazione e l’utilizzo della musica come mezzo di militanza e lotta.
Idee e intenti simili hanno portato però i nostri fratelli turchi incontro ad arresti, torture e rappresaglie da parte dell’AKP, partito al governo, che si susseguono oramai incessantemente da anni.
Non possiamo considerare l’apertura del dialogo con la dittatura turca una vera e propria vittoria ma solo l’inizio di un lungo processo di cui tutti noi dobbiamo farci osservatori e portavoce.

Denunciamo tutti i governi fascisti e le loro forme di repressione contro i popoli e abbracciamo l’idea che la musica sia un mezzo pacifico per raccontare e dar voce alle ingiustizie sociali.