Categoria: i martedì dopo
A te Ibrahim Gockceck
La tua morte
respira nei nostri occhi
la tua morte si aggroviglia
nella nostra anima, la tua morte
accresce la coscienza degli
oppressi, avvampa i
cuori, diventa rabbia nella
rivolta delle braccia che
accolgono il tuo viso, martire
della libertà .
La nostra libertà si scaglia
forte contro gli oppressori.
Noi non dimentichiamo,
non dimenticheremo: il tuo
sacrificio sarà nelle piazze, nei
tumulti, nella musica delle bande
internazionali, nella traversata di
questa terra.
Faremo sentire la nostra presenza
agli aguzzini, noi non ti lasceremo solo.
la Resistenza è nel nostro sangue
che si congiunge con il tuo, Ibrahim
Hakliyiz kazanacağiz
Abbiamo ragione, vinceremo!
Il regime turco ha appena aperto un tavolo di dialogo con i membri del gruppo musicale Grup Yorum in sciopero della fame per il diritto a esprimersi liberamente.
Questa parziale vittoria ha temporaneamente salvato la vita a Ibrahim Gökcek in fin di vita dopo 323 giorni di digiuno.
Vittoria costata già la vita ai membri Helin Bolek (cantante) e Mustafa Kocak (chitarrista) morti nelle scorse settimane.
“Il motivo” di tale repressione è la loro musica, tagliente, politica e senza compromessi, che difende giustizia e libertà di espressione.
Come Ottoni a Scoppio condividiamo con il Grup Yorum l’anno di fondazione e l’utilizzo della musica come mezzo di militanza e lotta.
Idee e intenti simili hanno portato però i nostri fratelli turchi incontro ad arresti, torture e rappresaglie da parte dell’AKP, partito al governo, che si susseguono oramai incessantemente da anni.
Non possiamo considerare l’apertura del dialogo con la dittatura turca una vera e propria vittoria ma solo l’inizio di un lungo processo di cui tutti noi dobbiamo farci osservatori e portavoce.
Denunciamo tutti i governi fascisti e le loro forme di repressione contro i popoli e abbracciamo l’idea che la musica sia un mezzo pacifico per raccontare e dar voce alle ingiustizie sociali.
Il nostro 25 aprile 2020: viva la libertà !
È iniziata così, poi si è aggregato Riccardo (carrettieri) ed è diventata festa di strada, si è suonato fino alle 6, s’è bevuto vino e birra, è arrivata Barbara clarinetto, le strade e i palazzi prospicienti in festa! Un bel 25 aprile, W la Resistenza!!
Anto e Pierre
Continue readingIn stadera abbiamo suonato in quattro bella ciao ed è arrivato l’elicottero della polizia a girare sopra di noi che però eravamo riparati sotto un portone e non ci vedevano. La gente alla finestra che diceva: “state sotto!”.
Mauro
Lucia al quarto piano quando ha visto l’elicottero che volava sopra di noi ha preso il manico della scopa e ha fatto una bandiera rossa che ha sventolato sul terrazzo. Insomma un 25 aprile movimentato.
Comunque sentendo cosa succede in giro stanno esagerando.
La liberazione a Milano inizia da Niguarda
Per noi la Festa della Liberazione inizia sempre il 24 aprile da Niguarda, perché Niguarda fu liberata un giorno prima, 75 anni fa.
Dopo che Gina Galeotti Bianchi detta Lia venne barbaramente uccisa dai nazisti fuga, scattò l’insurrezione nelle strade del quartiere.
E in un momento di confino forzato, abbiamo deciso, a modo nostro, di riunirci e festeggiare suonando e cantando la libertà e la lotta per ottenerla e mantenerla.
Con Lia e i martiri di Niguarda nel cuore,
ora e sempre resistenza!
Ci rivedremo il prossimo anno a Piadena
Oggi, come a ogni cambio ora, saremmo andati a Piadena.
Potremmo farci una gita virtuale, anzi no (che virtuale ci fa ca-ga-re), una gita letteraria musicale spirituale tratta dal libro “Ma in fondo delle note chissenefrega”, vita, romanzo e miracoli della Banda degli Ottoni a scoppio”.
Piazzale Corvetto, Piazzale Lotto
che anche gli antibioticopunk si danno appuntamenti
Dalle belle città date al nemico / fuggimmo un dì su per l’aride montagne / cercando libertà tra rupe e rupe / contro la schiavitù del suol tradito.
Dalle belle città (Siamo i ribelli della montagna), 1944, Emilio Casalini e Angelo Rossi
Lasciammo case scuole e officine / mutammo in caserme le vecchie cascine / armammo le mani di bombe e mitraglia / temprammo i muscoli e i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna / viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna / sarà la legge dell’avvenir.
Alla banda piace darsi appuntamenti per partire. L’appuntamento, a livello teorico, sarebbe una bella cosa: ci si organizza, si risparmiano macchine, si va. Nella pratica, un incubo. A seconda dei punti cardinali delle uscite c’è un ritrovo preferito, consuetudinario, indiscutibile, sala d’attesa apposita. In direzione sud, l’appuntamento è in Corvetto; verso nord in P.le Lotto; est metrò Zara; ovest Famagosta. Ora, chi conosce Milano non ha bisogno di spiegazioni, questi posti fanno schifo. Il peggiore Corvetto: l’appuntamento è nel posteggio del benzinaio, sotto la sopraelevata, sempre un freddo porco, solo un bar del cazzo, lontano e con le brioches che fanno schifo. Dopo anni si impara che le brioches si possono comprare alla pasticceria dietro che però non ha caffè, quindi se la porti al bar sei apposto ma ti guardano storto. Famagosta e Zara, anonimi e tristissimi. Giusto Piazzale lotto si salva, ha un comodo posteggio e un piacevole baracchino al lido dove puoi aspettare seduto senza impazzire dal nervoso; c’è più sole e fa meno freddo che in Corvetto.
Continue readingSolidarietà alla Fanfare Invisible
Vogliamo esprimere solidarietà e vicinanza agli amici de la Fanfare Invisible per quanto subito a Saint Denis e per le azioni di lotta in cui sono coinvolti in questo momento.
Le immagini della diretta del presidio ci hanno colpito molto e suscitato una certa preoccupazione.
Ma sappiamo che siete forti, generosi e instancabili.
Non ci sono molte parole da dire.
Non mollate, ma siamo convinti che già lo farete.
Un abbraccio a tutti voi, la Banda degli Ottoni a Scoppio.
Nous voulons exprimer solidarité et proximité aux camarades et amis de la Fanfare Invisible pour ce que vous avez du supporter à Saint Denis et pour les luttes dans lesquels vous àªtes engagés en ce moment.
Les images de du direct du blocage du dépà´t RATP nous ont touchés et ont suscité une certaine inquiétude.
Mais nous savons que vous àªtes fort, généreux et infatigable.
Il n’y a pas beaucoup à dire.
N’abandonnez pas mais nous en sommes déjà sures que vous ne le ferez pas.
On vous embrasse tous, la Banda degli Ottoni a Scoppio.
A Massimo, a tutti i compagni di RiMa-Flow
Buongiorno,
sono l’ex gerente di una cooperativa di trasporto che si chiamava Transport Challenger, il cui obbiettivo era di fornire un lavoro da autista a persone stigmatizzate da un percorso carcerario per ritrovare un impiego.
Questo rispondeva inoltre a dei bisogni non previsti nel settore del trasporto, nella misura in cui si indirizzava a persone handicappate oltre che a persone anziane (http:www.transport-challenger.org).
Ma la legge è cambiata. Essa vieta ormai agli autisti che lavorano nell’ambito del trasporto delle persone di avere una fedina penale macchiata. Siamo stati costretti a chiudere la nostra attività , malgrado il suo successo commerciale.
Abbiamo appena concluso le operazioni di chiusura della gestione.
Ci rimane una eccedenza, che viene chiamata “boni de gestion“.
Lo statuto cooperativo impone che, nel caso di liquidazione, l’eccedenza venga data in lascito ad un’altra impresa operante nel ambito dell’economa sociale e solidale.
Durante l’ultima assemblea generale della cooperativa, i soci hanno deciso di affidare questo bonus alla coperativa Rima-Flow.
Vi trasmettiamo altresì l’energia, il dubbio, il sudore, l’inquietudine, ma anche il successo, la riuscita, la gioia del lavoro compiuto con impegno e senso etico, insieme al prezzo ottenuto.
Auguriamo lunga vita a Rima-Flow nella suo combattimento economico per la giustizia e la dignità .
Fraternamente.
Per Transport Challenger, Marc Boitel
01 Mai 2016, Paris

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